Sempre più diffusi con l’alcol anche hashish e cocaina.
Non soltanto l’alcol. Anche le sostanze stupefacenti ed in particolar modo cannabis (hashish e marijuana) e cocaina, si vanno sempre più diffondendo tra i giovani ed anche tra gli adolescenti.

Addirittura il ricorso alla cocaina si è talmente diffuso che anche il suo valore commerciale si è abbassato: pare che una dose si trovi anche a meno di 30 euro.

Un fenomeno sempre più diffuso nel mondo dei giovani, non solo tra i ragazzi, ma sempre di più anche tra le ragazze.

Dopo l’Inghilterra, l’Italia è il secondo mercato dell’eroina ed uno dei primi per la cocaina. Oltre l’8% dei ragazzi ne fa uso (circa 40 mila persone l’hanno consumata abitualmente in Italia nel 2007).

Secondo l’ultima rilevazione europea (Relazione annuale 2008: evoluzione del fenomeno della droga in Europa, dell’Osservatorio europeo sulle droghe e tossicodipendenze), l’Italia è la prima nazione per consumi di cannabis (in declino altrove), dopo la Spagna, e una delle prime per consumi di cocaina.

Secondo la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia tra i giovani c’è un aumento dell’uso di allucinogeni e sostanze stimolanti. Una pericolosa associazione tra sesso ed utilizzo di sostanze stupefacenti serpeggia tra gli adolescenti, ancora prima dei 16 anni e l’uso di alcol, cannabis, cocaina e ecstasy appare collegato ad un inizio precoce dei rapporti sessuali, soprattutto tra le ragazze.

I dati forniti dal Ministero degli Interni evidenziano che nel nostro Paese sarebbe stabile il numero delle persone che fanno uso di eroina (40 mila i consumatori abituali nel 2007), in costante diminuzione dal 2001.

In aumento, invece, la diffusione dell’uso di cannabis, sia per ciò che riguarda il consumo “occasionale” (nel 2007 l’hanno consumata 5 milioni e mezzo di italiani), sia per i consumi più frequenti (in 546 mila la consumano abitualmente).

La relazione segnala che l’incremento maggiore si è osservato soprattutto nell’universo femminile. In una ricerca della Società italiana di pediatria, condotta su un campione significativo di studenti delle scuole medie inferiori, di età compresa fra i 12 e 14 anni, i fumatori di derivati della cannabis (marijuana e hashish) sono passati dal 2007 al 2008 dal 34,9% al 41,7%, con un aumento del 19%. Un aumento che, quando confermato anche dalle statistiche istituzionali, varrà all’Italia nuove deplorazioni internazionali.

Come mai le Organizzazioni internazionali, e gli Istituti nazionali della sanità (anche quello italiano fin dal 2003 lanciò un documento inquietante intitolato «La cannabis non è una droga leggera»), sono così preoccupate, al contrario della maggioranza dei nostri politici e media, della diffusione di questa droga (la più consumata nel mondo e quella con cui inizia oltre l’80% dei futuri dipendenti da cocaina ed eroina)?

Uno dei motivi principali è che, come lo studio dei pediatri conferma, in tutto il mondo l’inizio del consumo di spinelli avviene in età sempre più precoce. Ormai però neuroscienze e psichiatria hanno dimostrato che, data la maggiore plasticità del cervello al di sotto dei 15 anni, l’abitudine precoce alla cannabis aumenta molto il rischio che nei cinque anni successivi si sviluppino psicosi (malattie psichiatriche), e schizofrenie.

Inoltre, l’osservazione scientifica mondiale ha ormai mostrato che la cannabis, con l’abitudine allo ‘sballo’, al distacco dalla realtà che produce, apre la strada alle altre sostanze che alterano la personalità, a cominciare dall’alcol, in forte crescita, sempre in Italia.