Ogni essere umano di questo monto è una combinazione bio-psico-sociale, con una sua storia personale ben definita e una identità individuale che lo rende unico. Dalla nostra fisiologia particolare, il carattere, l’ambiente di formazione sia familiare sia dal punto di vista della società emerge infine un’entità, la Psiche, che è la somma di quanto citato.

Ogni Psiche ha un’unica serie di attributi. Alcuni hanno doti intellettuali particolari, saggezza, intuito, buon senso ecc.  Che consentono loro di prevedere i costi e benefici delle scelte operate nel corso dell’esistenza, e quindi possono scegliere i percorsi che portano a buoni risultati ed evitare quelli che portano al danno. Altri invece si lasciano trascinare dalla corrente in attesa che la loro esistenza si svolga senza infamia e senza lode.

L’incontro fra alcol, che diventa alcolismo e psiche ha il potere di deviare completamente ideali, progetti presenti e futuri.

Inoltre i danni fisici a livello celebrale sono piuttosto rilevanti, non solo comportamentale ma anche strutturali.

I danni al cervello derivanti da abuso cronico di alcol possono essere osservati in diversi modi: i risultati di autopsie dimostrano che i pazienti con una storia di abuso cronico di alcol hanno una massa celebrale minore rispetto a chi non beve e i lobi frontali sono più piccoli.

Queste piccole differenze notate post mortem, però, agiscono durante la vita del soggetto, alterando il suo comportamento sia nella vita familiare sia all’interno della società in cui vive.

Il rapporto tra il consumo di alcol e il deterioramento della struttura del cervello, con conseguente compromissione della sua funzionalità, non è semplice da commisurare. Le stime richiedono dati precisi relativi alla quantità media, o totale di alcol consumata nel corso di un anno, ma anche essendo in possesso di tali dati non è possibile predire con certezza  l’entità finale della lesione cerebrale.

Di certo sappiamo che alcol e psiche sono nemici!