Nello spazio dedicato alle dipendenze dalla trasmissione informativa di punta di Rai Uno, protagonista Vincenzo Aliotta, fondatore a Piticchio d’Arcevia (AN) del polo all’avanguardia in Italia e in Europa per la riabilitazione assistita. La toccante testimonianza di Sasha, giocatore ludopatico, ospite del Centro marchigiano.

Alcool, droga, sesso, ma anche gioco d’azzardo. Le dipendenze sono sempre più una emergenza per il nostro Paese. In particolare la ludopatia rientra tra le “nuove dipendenze” e consiste nell’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze.

UnoMattina nella puntata odierna ha dedicato 40 minuti di approfondimento al tema invitando in studio il Professore Vincenzo Aliotta, fondatore del Centro San Nicola di Piticchio di Arcevia, quale eccellenza italiana nella cura e riabilitazione dalle dipendenze.

Viene proprio dalle Marche la speranza per centinaia di migliaia di persone affette da quelle che vengono considerate “malattie dell’anima”.

“Nella nostra regione– ha esordito Vincenzo Aliotta, ospite in trasmissione – arrivano malati da tutta Italia e dall’estero, soprattutto da Paesi anglofoni, per intraprendere un percorso riabilitativo, in un periodo relativamente breve fino al massimo di 8 settimane, che prevede l’integrazione di due metodi tra i più accreditati, uno in Europa, definito francese, caratterizzato da una visione bio-psico-sociale e l’altro oltreoceano, basato sullo studio dei 12 passi, chiamato modello Minnesota, noto come metodo degli Alcolisti Anonimi. Attraverso interventi psicoterapici individuali e di gruppo si vuole arrivare al pieno recupero non solo dell’equilibrio fisico ed emotivo del paziente, ma anche sociale.

Pochi sanno – ha continuato Aliotta – che l’Italia è il terzo Paese al mondo dopo Giappone e Regno Unito per volume di gioco, ed il primo per spesa pro-capite (circa 1260 euro). Al 2011 i giocatori patologici sono 800 mila e 2 milioni sono quelli a rischio. Si tratta di una vera e propria malattia, la cui riabilitazione va portata avanti nell’ottica non solo del recupero dell’equilibrio fisico ed emotivo del paziente, ma anche sociale”.

A testimoniare la possibilità di uscire dal tunnel del gioco d’azzardo è Sasha, giovane padre di 44 anni, ospite del Centro San Nicola, che ha scelto di mostrare il suo volto, per la prima volta, davanti alle telecamere, per raccontare la sua storia e lanciare un segnale chiaro a chi è affetto da questa patologia “occorre farsi aiutare. La famiglia può darti affetto, ma non ha competenze specifiche per curarti. E’ necessario rivolgersi a dei professionisti, a dei centri riabilitativi competenti ed io ho avuto la fortuna di incontrare il Centro San Nicola e dall’ottobre scorso ho cominciato a venirne fuori”.

Piticchio di Arcevia (AN), 5 agosto 2013

 

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