Al giorno d’oggi, quando si parla di alcolismo, ci si focalizza inevitabilmente su una delle piaghe sociali più grandi, che colpisce soggetti di qualunque età.

Le statistiche parlano chiaro, ad oggi, l’alcol miete tantissime vittime, a causa di malattie quali la cirrosi epatica, tumori di vario genere e problematiche di un certo spessore che andranno a colpire l’apparato respiratorio. Inoltre i soggetti interessati potranno nel tempo manifestare disturbi comportamentali.

In molti tentano il suicidio e sono sempre più i soggetti che sin dalla giovane età stringono questo pericoloso legame con l’alcol, considerandolo come un passaggio obbligatorio per crescere e magari farsi accettare dalla società e dai propri conoscenti.

In Italia i giovani iniziano ad avere a che fare con l’alcol già a partire dagli 11 anni, un dato allarmante. A confermarlo è proprio l’OMS il quale, a tal proposito, afferma che al di sotto dei 16 anni, il sistema nervoso non è sviluppato e di conseguenza non sarà in grado di sostenere a lungo una situazione del genere, con conseguenze ben più gravi di quelle che tutti possono immaginare.

Alcolismo e società, cosa spinge a bere?

Partendo dal presupposto che la vita di ognuno di noi è un bene prezioso, sono tanti i fattori che possono indurre il soggetto a fare abuso di alcol, i più diffusi sono:

  • Disagi a livello familiare e personale
  • Eccessiva solitudine
  • Problematiche che vanno a colpire la sfera emotiva
  • Delusioni in campo sentimentale
  • Voglia di provare emozioni nuove o il cosiddetto ‘sballo‘ termine tanto in voga nei giovani
  • Delusioni in campo lavorativo e/o scolastico.

Il dono della vita è un qualcosa che non si può spiegare con semplici parole, è opportuno avere la consapevolezza delle proprie azioni, per il bene di se stessi e di chiunque vi sia attorno.

Ci si può divertire in tantissimi modi, ma l’alcol non rientra certamente in questa grande sfera!