Nella donna i danni organici da abuso di alcool, anche se generati più rapidamente , sono identici a quelli che si verificano nell’alcolista maschio. L’unico vero dato che differenzia l’alcolista donna dall’uomo è l’effetto dannoso dato dall’uso di alcool in gravidanza.

L’assunzione di alcool durante la gravidanza è responsabile di alterazioni a carico dell’embrione e del feto variabili in rapporto alla dose ed al periodo di esposizione. Gli effetti dell’esposizione all’alcool in gravidanza (FETAL ALCOHOL SPECTRUM DISORDERS-FASD) possono evidenziarsi con la Sindrome Fetale Alcolica (FAS) completa o parziale, con i difetti congeniti associati all’alcool (ALCOHOL RELATED BIRTH DEFECT-ARBD) o con disturbi dello sviluppo neurologico associati all’alcool (ALCOHOL RELATED NEURODEVELOPMENTAL DISORDERS-ARND.)

Per molto tempo in passato si è ritenuto che le anomalie di sviluppo dei neonati, figli di donne alcoliste, fossero imputabili ad anomalie spermatiche o a malattie genetiche autosomiche dominanti o recessive; solo nel 1973 due studiosi, Jones e Smith, codificarono gli effetti favorenti lo sviluppo di malformazioni causate dall’etanolo nei figli di donne alcoliste.

L’alcool etilico , infatti, è in grado di attraversare la placenta e arrivare al feto a una concentrazione di poco inferiore a quella ematica materna; di conseguenza, anche tutti gli elementi tossici del metabolismo dell’alcol riescono facilmente a raggiungere il feto compiendo, così, la loro azione pericolosamente negativa sui tessuti in crescita e in formazione. Le cellule del feto maggiormente colpite sono quelle del cervello, che subiscono così serie malformazioni.

L’assunzione di alcool Nei primi 3 mesi di gravidanza provoca danni maggiori al feto, tanto da poter portare persino all’aborto spontaneo. Anche dopo la nascita, però, i rischi continuano. Con l’allattamento da parte di donne alcoliste, infatti, il nascituro può subire serie intossicazioni, poiché l’alcol ingerito dalla madre si distribuisce rapidamente dal sangue alla ghiandola mammaria.

La sindrome fetale alcolica è caratterizzata da uno spettro di anomalie che vanno dal basso peso alla nascita (mediamente il neonato pesa 250 g in meno ) a stigmate fisiche importanti quali microcefalia con ritardo mentale di grado variabile, malformazioni cranio-facciali (naso insellato,corto e piatto,anomalie auricolari), malformazioni delle labbra ,strabismo, malformazioni cardiache, renali ed articolari.

Tali deficit si possono estendere anche in epoca post-natale con alterazioni dell’accrescimento , maggiore suscettibilità alle infezioni e disturbi dell’attenzione e comportamentali (ansia, iperattività, impulsività, difficoltà al cambiamento e alla crescita della personalità) scarsamente suscettibili a terapia farmacologica e riabilitativa.

L’uso di bevande alcoliche, anche in minime quantità, va assolutamente vietato durante il corso di tutta la gravidanza e durante l’allattamento.